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lunedì 26 novembre 2007

Biscottini croccanti alle pepite di cioccolato all'olio extravergine d' oliva


Olio extra vergine d’oliva 80 gr
Acqua 95 gr
Zucchero di canna 125 gr
Zucchero a velo 135 gr
Lievito chimico 8 gr
Farina 00 250 gr
Gocce cioccolato fondente 250 gr

Versare in una ciotola capiente l’olio extra vergine d’oliva.Unire lo zucchero di canna grezzo e mescolare accuratamente con una frusta.Unire lo zucchero a velo e continuare a mescolare fino ad ottenere una pastella liscia.Unire l’acqua.Mescolare, sempre utilizzando la frusta, accuratamente in modo da ottenere un composto liscio ed omogeneo.A questo punto unire la farina, setacciata con il lievito.Mescolare con un cucchiaio di gomma.Continuare a mescolare con un cucchiaio di gomma, unendo anche le goccie di cioccolato fondente.Con un sac à poche formare degli spuntoncini su carta da forno, quidi infornare in forno preriscaldato a 170° C per 15 minuti circa.

Tortini sbriciolati di ricotta e cuor d'arancio


Una ricetta di Elena che modifico via via sperimentando nuovi ripieni. Questa è la volta di una crema di ricotta ottenuta amalgamando 300 gr di ricotta, 90 gr di zucchero (ne ho utilizzato uno aromatizzato alla cannella), 1 uovo (il tuorlo e alla fine l'albume montato a neve), gran marnier q.b. al centro della quale ho messo un cucchiaino di marmellata di arance con le scorzette.
Queste le dosi x la sbriciolata:
300 gr di farina, 1 uovo intero, 1 etto di burro ammorbidito ma non fuso, 100 gr di zucchero, 1 bustina di lievito e una di vanillina.

Amalgamare tutti gli ingredienti. L'impasto si presenterà in forma di bricioloni. Rivestire gli stampini precedentemente imburrati e infarinati compattando bene l'impasto.
Aggiungere la crema, il cuore di marmellata al centro e coprire il tutto con le briciole senza fare pressione sull'impasto.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20/30 min.Spolverizzare di zucchero a velo prima di servire.

lunedì 19 novembre 2007

Moulleaux au chocolat



Per i cioccolato dipendenti (miei colleghi!!!!!)....affondare il cucchiaino e imbattersi in un cuore di cioccolato morbido è qualcosa di assolutamente indescrivibile....mmmmm....
...grande ricetta di un grande appassionato di cucina..Alberto..

Dosi per 4 stampini
Ingredienti
3 uova
125 gr burro
125 gr cioccolato fondente amaro al 70% di cacao
100 gr zucchero a velo
50 gr farina 00 setacciata

Preparazione circa 20'
Cottura: circa 10'
Difficoltà: preparazione un po' delicata

Far fondere a bagnomaria il burro e il cioccolato e mescolare con una frusta.
Aggiungere le uova intere leggermente montando gli albumi a parte, lo zucchero a velo e la farina passata con un colino a rete.
Lasciare raffreddare completamente la miscela per circa 10' nel frattempo accendere il forno a 180°
Sulla leccarda mettere la solita carta da forno e quattro stampini di quelli da miniciambella ( oppure degli stampini tondi non troppo alti od ancora dei dischi di circa 6 cm di diametro ( l'effetto è più marcato però con lo stampino a ciambella per i motivi che poi verranno spiegati)
Mettere all'interno dello stampino dei fogli di carta da forno opportunamente sagomati per coprire l'interno e lascialo fuoriuscire di circa 1,5 cm
Riempire i vari stampini quasi al massimo e metterli nel forno già caldo per 9 minuti circa con cottura possibilmente dal basso.
Togliere i moelleux con cura estrema ( si possono rompere con gli esiti che si comprendono)e servirli immediatamente.La ricetta consiglia un accompagnamento con uno o due cucchiai di sorbetto al pamplemousse o volgarmente pompelmo rosa e scorzette candite d'arancio.Io personalmente ho usato invece la panna montata.
Il dolcetto dovrebbe emergere leggermente gonfio ( a metà strada tra il soufflé e lo sformato) bello caramellato, di forma perfetta e con la parte del cioccolato interna rimasta cremosa.
Problemi.: tirando fuori la moelleux si sfascia tutto e la parte cremosa che resta all'interno si "spatascia" con esiti estetici tragici.
La bellezza del dolce è data infatti dalla presentazione sul piatto come una miniciambella che una volta tagliata fa fuoriuscire la crema al cioccolato rimasta morbida all'interno dato il ridotto tempo di cottura.
Se il gioco è riuscito sarà il commensale che taglierà con forchetta o cucchiaino la preparazione e farà "ohhhh!!" con vostra estrema soddisfazione.
Altrimenti ci sono due possibilità, tirare fuori la torta di riserva oppure dire " assaggiate e pensate al sapore piuttosto che all'aspetto.
Cottura: personalmente ho elevato il tempo portandolo a 11 minuti perché avevo degli stampini profondi. Se si usa però lo stampino raccomandato che quindi cuoce bene anche all'interno 10 minuti dovrebbero bastare. Si può fare il tutto in un unico stampo ma l'effetto estetico è diverso ovviamente.

Frolla al cacao con crema alle pesche


Un guscio di pasta frolla al cacao e nocciole ripieno con crema e fette di pesche. Decorato con fiori freschi, un coperchio di cioccolato fondente e un fiocco di retina.

I gattini Ne quitte pas



Ne quitte pas è un marchio ormai non piu' emergente ma che cavalca tutt' ora le onde del successo. Viene distribuito in Italia da una catena di negozi torinesi. Ho realizzato questi biscotti dando loro appunto la forma del logo Ne quitte pas, i due gattini, in occasione dell' apertura dell'ultimo punto vendita.

Chiboust all' ananas con lamponi e crema al Grand Marnier



Una ricetta di Francesca, bravissima chef. Questa è la versione originale che io ho modificato un po'utilizzando l'ananas al posto del frutto della passione:
CHIBOUST AL FRUTTO DELLA PASSIONE CON LAMPONI E CREMA AL GRAND MARNIER

Vengono 16 porzioni di mousse e 32 ! dischi di shortbread

Per la crema chiboust

600 ml di pure’ di frutta della passione (proverei anche con qualcosa di asprigno come l’ananas, in sostituzione)
200 ml di panna
10 tuorli
40 g di crema pasticcera in polvere (non mi chiedete di sostituirla, poi sballano tutti i liquidi)
300 g di zucchero
90 ml di acqua
10 albumi
6 fogli di gelatina
6 pinte di lamponi, salvandone alcuna come guarnizione

Per lo shortbread
50 g di farina di mandorle
250 g di zucchero a velo
425 di farina
250 g di burro
4 tuorli
buccia di arancia e limone grattata
semi di mezza stecca di vaniglia, salvare il baccello per la salsa
5 g di estratto di vaniglia

Per la salsa

1 litro di succo di arancia
175 g di burro freddo a cubetti
½ stecca di vaniglia, quella scartata dalla crema
50 ml di grand marnier
buccia di 2 arance
sale


Guarnizione
Zucchero a velo
6-8 arance
lamponi messi da parte.

Chiboust

1. Mettere il pure’ di frutta in una pentola dal fondo spesso e ridurre alla meta’ (300 ml)
2. Mettere a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda.
3. Separare i tuorli dai bianchi. Tenendo quest’ultimi a temperatura ambiente.
4. Riscaldare il pure’ di frutta (nel caso si fosse raffreddato) in una pentola pulita.
5. In una ciotolona, versare la panna (non montata) nei tuorli, aggiungere la crema pasticcera in polvere, e montare finche’ non sbianca.
6. Temperare le uova con un po’ del pure’ caldo, poi, versare tutto in pentola. A questo punto la crema semprera’ impazzita, pero’, basta continuare a mescolare (passare dalla frusta al cucchiaio di legno), e cuocere ancora 2-3 minuti.
7. Aggiungere la gelatina strizzata al pure’, spegnere la fiamma, ma lasciare sul fornello.
8. Per fare la meringa all’italiana correttamente. I bianchi si iniziano a montare solo quando lo zucchero e’ quasi fatto, diciamo a 107 gradi, si possono iniziare a montare.
9. Nel frattempo, riaccendere il fuoco sotto il pure’ di frutta dimenticato sul fornello per far evaporare l’acqua della gelatina (a dire il vero, ricordando quando abbiamo fatto questa ricetta, non mi ricordo di averla riscaldata. Pur vero che, in una serata, il mio gruppo, composto di 6 persone, si occupava di 2 dolci, per almeno 50 coperti, quindi, in tre ore di tempo, i compiti vengono spezzettati, e non tutti fanno tutto…).
10. Ritornando allo sciroppo per la meringa italiana, quando raggiunge i 114 gradi, iniziare a versale a filo nei bianchi a neve (non fermissima), tenedo in azione il KA.
11. A questo punto il pure’ dovrebbe essere tiepido, non bollente, e deve essere amalgamato, molto, molto velocemente con la meringa. Versare la crema chiboust in una sacca da pasticceria con la punta tonda grande.
12. La crema va sprizzata a spirale in formine (quelle piccole larghe da crostata), gia’ preparate su un vassoio ricoperto con carta forno spessore non piu’ di un cm e qualcosa. Mettere qualche lampone qua e la’, e sprizzare un altro strato di chiboust a spirale. Mettere in frigo.

Per lo shortbread
Mettere la farina di mandorle, lo zucchero a velo e la farina nella ciotola el mixer aggiungere il burro e formare un briciolame.
Mescolare tuorli, estratto di vaniglia, buccia di agrumi. Aggiungere al briciolame, ed incorporare senza lavorare troppo, altrimenti diventa duro.
Passare albicocche di impasto sul tavolo, spingendole con la parte bassa del palmo (fraisage), solo se necessario per rendere omogeneo l’impasto. Mettere in gfrigo per un ora.

Stendere sottile e tagliare dei biscotti della stessa dimensione delle tortine. Cuocere finche’ appena dorato

Per la salsa
Juilenne la buccia di 2 aranche e sbianchire per qualche minuto
Mettere il succo di arancia, le bucce, sale, baccello di vaniglia e riurre a 750 (ricordo lo chef mi ha detto 500)
Passare al colino e tenere la julienne per ecorazione.
Mettere nel frullatore, quando ancora caldo e finire con cubetti freddi di burro. Aggiungere grand Marnier a gusto.
Tenere la salsa tiepida a bagnomarian

Per assemblare

Mettere il disco di shortbread in una teglietta. Aiutandosi con un coltello, far scivolare la I dischetti di pure’ sullo shortbread. Al momento di servire passare in forno ventilato a 200 per un paio di minuti, finche’ la crema e’ tiepida e un po’ gonfia. Spolverare con zucchero a velo (misto di zucchero scuro e a velo), passare con il cannello a gas per caramellare. Decorare con supremes (spicchi di arancia a vivo) e lamponi, e qualche cucchiaiata di crema.

Cheesecake alle fragole


Una ghottoneria autentica..dalle mille varianti...alle fragole, ai frutti di bosco, all'arancia...
Ho realizzato la decorazione utilizzando degli spicchi di cioccolato bianco caramellati, fragole, petali di rosa, roselline bianche, cioccolatini al cocco e cioccolato bianco, bacche e rametti di nocciolo..

Ecco la ricetta:

Base:
250 gr di biscotti Digestive sbriciolati
50 gr zucchero di canna
50 gr burro

Mescolare il tutto e disporlo sul fondo di una tortiera a cerniera. Infornare per 15 minuti.

Intanto far ammorbidire in acqua fredda i fogli di gelatina di pesce (1 bustina). Strizzarli e scioglierli a bagnomaria con 50 ml di succo di limone. Mescolare 600 gr di Philadelphia con 2 uova, 200 gr di zucchero, la gelatina e 500 gr di panna montata. Mettere nella tortiera, sopra al fondo ormai cotto e mettere in frigo. Prima di servire aggiungere la copertura con frutta, cioccolata o marmellata a piacere.

Torta caprese


L'occasione era un pranzo con amici appassionati del mondo dell'equitazione....così, visto il tema...basta un poco di zucchero e...la carissima Lydia che mi ha fornito la "formuletta magica":

200 gr di cioccolata fondente
200 gr di mandorle con la pelle
200 gr di burro
200 gr di zucchero
5 uova
2 fialette di essenza di mandorle
1 bustina di vanillina

Tritare le mandorle con lo zucchero, sciogliere il cioccolato con il burro, sbattere i tuorli. Mescolare tutti gli ingredienti e aggiungere alla fine gli albumi montati a neve. Infornare in forno già caldo per 10 min a 200° e per 40 min a 170°. Teglia da 24 cm.

Per la versione al limone (la mia preferita!!!) sostituire al cioccolato fondente il cioccolato bianco, utilizzare solo 150 gr di burro e 170 gr di zucchero e aromatizzare con 2 fialette al limone, limoncello o buccia d'arancia.


..."formuletta magica"che da allora è spesso comparsa tra forni e fornelli...ecco la versione realizzata per la festa di laurea della mia amica Elisa..




La storia racconta...
La Torta Caprese, diffusa oltre che a Capri anche nella penisola sorrentina e in Costiera Amalfitana, ha origini non molto chiare, ma sembra forte la convinzione da parte di molti abitanti del luogo che sia nata per caso, negli anni venti, nel laboratorio di un artigiano dell'isola. Una creazione involontaria quindi, poichè il cuoco Carmine Di Fiore, narra la leggenda, avrebbe dimenticato di mettere la farina in una torta di mandorle preparata per dei turisti americani. Un errore imperdonabile si direbbe per un professionista del settore, ma che ha lanciato un mito, rendendo la torta caprese uno dei simboli della cucina isolana.